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06/04/2018 Bonus bebe' per l'anno 2018
Come noto, la legge di Bilancio 2018 ha rinnovato anche per quest'anno l'assegno di natalità (c.d. bonus bebè) da 80 euro al mese (960 euro annui) ai figli nati o adottati dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, ma solo per il primo anno di vita del bambino o per il primo anno di ingresso a seguito dell'adozione, anziché fino ai tre anni come precedentemente previsto. L'assegno è stato introdotto dalla legge n. 190/2014 e ne beneficiano le famiglie con un reddito ISEE sotto i 25.000 euro l'anno. L'importo è raddoppiato a 160 euro al mese (1.920 euro annui) quando il valore dell'ISEE non sia superiore a 7.000 euro annui. L'INPS, con la circolare n. 50 del 19/3/2018 riepiloga in premessa la normativa riferimento, precisando che il bonus 2018 trova la sua disciplina in due distinte leggi: la legge n. 205/2017 (Bilancio 2018), relativa agli eventi che si verificheranno nel corso di quest'anno, con assegno di durata massima annuale, e la legge n. 190/2014 riferita agli eventi verificatisi nel triennio 2015-2017, che prevede un assegno di durata triennale e, proprio per tale motivo, ancora in corso di applicazione.
Pertanto, ad eccezione del periodo di nascita/adozione previsto dalle due norme e della durata massima del bonus, ogni altro aspetto dell'assegno di natalità, riproposto anche per il 2018 dalla legge n. 205/2017, resta disciplinato dalla legge n. 190/2014 e dal D.P.C.M. 27 febbraio 2015.
Per ogni figlio nato o adottato o in affido preadottivo, tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018, la domanda è presentata, esclusivamente in via telematica, da uno dei genitori entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare. In tale caso l'assegno spetta a decorrere dal mese di nascita o di ingresso in famiglia del figlio adottato a seguito dell'adozione o dell'affidamento preadottivo.
Qualora la domanda sia presentata oltre il termine di 90 giorni, l'assegno decorre dal mese di presentazione della stessa. L'assegno per quest'anno è erogato per un massimo di 12 mensilità. Mentre per ogni figlio nato o adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 spetta per un massimo di 36 mensilità
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29/03/2018 APE Sociale
Il 31 marzo p.v. scade il termine per la presentazione all'INPS delle domande di certificazione per l'APE sociale.
Questa è una delle tre scadenze previste nell'anno 2018 che consentirà ai richiedenti di rientrare nel c.d. primo monitoraggio che INPS effettuerà sulla base delle risorse finanziarie stanziate.
Le ulteriori due date entro cui presentare le istanze per l'accesso al beneficio per l'APE sociale sono il 15 luglio ed 30 novembre.
Gli uffici ITAL sono a disposizione di tutti i cittadini per fornire le necessarie informazioni sull'APE sociale, una consulenza personalizzata sulla possibilità di potervi accedere nonchè la necessaria assistenza nella fase di presentazione sia della istanza di certificazione sia della domanda di prestazione di APE sociale.

12/02/2018
Sostegno alla natalita' 2018

Anche per il 2018 sono diverse le agevolazioni previste a sostegno della natalità e della genitorialità e alcune di esse sono concesse indipendentemente dal reddito. La legge di Bilancio 2018 ha rinnovato anche per quest'anno il bonus bebè da 80 euro al mese (960 euro annui), ma solo per il primo anno di vita del bambino o per il primo anno di ingresso a seguito dell'adozione, anziché fino ai tre anni come precedentemente previsto. L'assegno è stato introdotto dalla legge di Stabilità per il 2015 e ne beneficiano le famiglie con un reddito ISEE sotto i 25.000 euro l'anno. L'importo è raddoppiato a 160 euro al mese (1.920 euro annui) quando il valore dell'ISEE non sia superiore a 7.000 euro annui.
Il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, è stato prorogato dalla legge di Bilancio 2017 anche per il 2018, raddoppiando la sua durata da due a quattro giorni nell'anno in corso, da godere anche in via non continuativa. Questo congedo è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque indipendentemente dal diritto della stessa al proprio congedo. Sempre nel 2018 il padre potrà godere anche di un giorno di congedo facoltativo, condizionato però all'accordo con la madre, qualora questa scelga di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo obbligatorio. Per questi cinque giorni di congedo il padre ha diritto a un'indennità giornaliera, a carico dell'INPS, pari al 100% della retribuzione.
Un contributo di 600 euro mensili, destinati al pagamento di asili nido o baby sitting, viene concesso a tutte le lavoratrici madri (dipendenti e autonome) che, per ottenerlo rinunciano totalmente o parzialmente ai mesi di congedo parentale loro spettanti. La legge di Bilancio 2017 lo ha esteso anche al 2018.
Un buono asili nido, di 1.000 euro su base annua, corrisposto per undici mensilità, è attribuito dal 2017 per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2016, per il pagamento di rette di asili nido pubblici e privati, e anche per forme di supporto a casa per i bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche. Questo bonus, introdotto dalla legge di Bilancio 2017, non è subordinato a limiti di reddito e non può essere fruito, nel corso dell'anno, in mensilità coincidenti con quelle di fruizione dei benefici per il contributo asili nido o baby sitting di 600 euro mensili (sopra riportato). Non è cumulabile con la detrazione del 19% per le spese documentate sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido (v. in questo sito news del 2/2/2018).
Un premio alla nascita o bonus mamme, di 800 euro una tantum, è riconosciuto dal 1° gennaio 2017 per ciascun figlio nato o adottato a tutte le madri indipendentemente dal possesso di un determinato limite di reddito. Il premio, previsto dalla legge di Bilancio 2017, è corrisposto su domanda della futura madre già al compimento del settimo mese di gravidanza o all'atto dell'adozione

08/02/2018
Pubblicata la legge che tutela gli orfani per crimini domestici e femminicidio

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 1° febbraio la legge n. 4/2018 recante modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici e per reati di femminicidio. La legge entra in vigore il 16/2/2018.
Finalmente, grazie anche all'impegno dei centri di ascolto delle Organizzazioni Sindacali, si è arrivati alla legge che tutela "i figli minori o i figli maggiorenni economicamente non autosufficienti rimasti orfani di un genitore a seguito di omicidio commesso in danno dello stesso genitore dal coniuge, anche legalmente separato o divorziato, dall'altra parte dell'unione civile, anche se l'unione civile è cessata, o dalla persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza". Le nuove tutele prevedono, tra l'altro, il gratuito patrocinio senza i limiti di reddito previsti; il sequestro conservativo dei beni di colui per il quale il PM procede per il delitto di omicidio, a garanzia del risarcimento dei danni civili subiti dai figli della vittima; la sospensione dal diritto alla pensione di reversibilità per il coniuge o parte dell'unione civile per il quale è stato richiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario fino a sentenza definitiva. Durante questo periodo la pensione sarà percepita dai figli della vittima, senza obbligo di restituzione. I figli della vittima di crimini domestici possono cambiare cognome quando coincida con quello del genitore condannato in via definitiva.
Ulteriori interventi consistono in misure di sostegno allo studio e all'avviamento al lavoro, nei limiti delle risorse previste, e nell'assistenza gratuita di tipo medico-psicologico a cura del SSN fino al recupero dell'equilibrio psicologico.
A decorrere dal 2017 la dotazione del Fondo per le vittime di mafia, usura, estorsione e reati intenzionali violenti nonché per gli orfani di crimini domestici è incrementata di 2 milioni di euro all'anno per borse di studio e reinserimento lavorativo in favore di questi orfani.

05/02/2018
Cassazione: Neoplasia polmonare, attivita' lavorativa e abitudine al fumo

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29767 del 12 dicembre 2017, ha riconosciuto il diritto alla rendita INAIL alla vedova di un lavoratore deceduto per neoplasia polmonare, contratta alle dipendenze di una azienda produttrice di macchine agricole, quale addetto ai forni, alle forge, alla saldatura dei metalli, dal 1963 la 1993, benché fosse fumatore. È stato accolto il ricorso della signora avverso la sentenza della Corte di Appello che le aveva negato la rendita proprio in base al fatto che il marito era un tabagista, senza fornire – come precisa la Cassazione - adeguata motivazione sul perché, nonostante la prolungata esposizione ad agenti patogeni (come idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti, amianto, silice libera cristallina) che presentano coefficienti di rischio cancerogeno, abbia negato esservi tossicità dell'ambiente lavorativo e sia pervenuta alla conclusione dell'efficacia causale esclusiva del fumo. La Cassazione ribadisce che la malattia tumorale polmonare per esposizione a idrocarburi policiclici aromatici è malattia tabellata e pertanto, secondo l'orientamento della stessa Corte, dall'inclusione nelle apposite tabelle sia della lavorazione che della malattia deriva l'applicabilità della presunzione di eziologia professionale della patologia. L'onere di prova contraria è a carico dell'INAIL, di modo che, per escludere la tutela assicurativa è necessario accertare, rigorosamente ed inequivocabilmente, che vi sia stato l'intervento di un diverso fattore patogeno, che da solo o in misura prevalente, abbia cagionato o concorso a cagionare la tecnopatia.